Biblioteca Comunale "Isidoro Chirulli" di Martina Franca

Oltre l’atto costitutivo, non ci sono pervenuti altri documenti, registri o inventari dei primi anni, tuttavia dalla tradizione orale si apprende che la biblioteca ebbe vita breve e numerosi ostacoli da superare. La leggerezza di alcuni impiegati e l’incuria degli amministratori arrestarono il suo naturale incremento e l’istituzione passò in second’ordine; furono chiusi i locali e tutto il patrimonio bibliografico e la relativa suppellettile furono inspiegabilmente assorbite dal Dopolavoro fascista prima, e trasferiti all’Enal poi; non c’è memoria, tuttavia, delle cause che portarono ad un tale repentino declino, e che permise a molti di impossessarsi indebitamente di quanto apparteneva a tutta la comunità.
Il problema della biblioteca si ripresenta per tutti con l’aumento della popolazione scolastica e l’Amministrazione Comunale retta dal sindaco dott. Alfonso Motolese, avvertendo la necessità della sua ricostituzione, affidò l’incarico di risolvere il delicato problema al prof. Giovanni Caramia, ex preside del locale liceo classico-scientifico. Egli si adoperò non poco presso enti privati e case editrici per ottenere una fattiva collaborazione nella soluzione del compito affidatogli.
La biblioteca fu ricostituita con delibera n. 190 del 30 ottobre 1947.
Furono acquistati 1.000 volumi della collezione Pagliarulo, altri libri furono rivendicati all’Enal tra cui l’enciclopedia “Treccani”.
Fu questo il primo nucleo di volumi depositati in un locale di fortuna dove furono sistemati per la prima volta nell’attesa di nuovi acquisti, e fu l’inizio di una grande operazione, che sollecitò la generosità di molti martinesi munifici nell’offrire le proprie raccolte private.
Il patrimonio bibliografico crebbe rapidamente grazie all’arrivo di volumi acquistati dal Comune e donati sia dalla Soprintendenza Bibliografica, che dall’ente Nazionale per le Biblioteche Popolari e Scolastiche.
Il Consiglio Comunale con delibera n. 18 del 19 gennaio 1949 intestò la biblioteca al nome dell’arciprete Isidoro Chirulli, lo storico locale.
Biblioteca Comunale Isidoro Chirulli

Nel 1954 fu effettuato il trasloco nei nuovi locali più accoglienti e decorosi e il lavoro di sistemazione fu più intenso, più ordinato; furono creati due schedari: uno per Autore e uno per Soggetto, mentre erano raccolti in un numero rilevante di miscellanee tutti gli opuscoli e articoli di giornali sulla letteratura, l’arte e le tradizioni locali e pugliesi lasciati dal Grassi.

Oggi la biblioteca, al cui funzionamento, incremento e sviluppo provvede l’Amministrazione Comunale, trova degna accoglienza in ampi locali facenti parte del Palazzo Ducale, ex palazzo dei Caracciolo, duchi di Martina.