La Famiglia

I primi signori della città, comunque, non vennero mai a Martina, limitandosi a far governare da emissari, perlopiù buccinesi, questo vasto feudo, caratterizzato da un limitato gettito fiscale e da sudditi particolarmente ostinati nella difesa dei singolari privilegi fiscali ottenuti a più riprese da diversi sovrani.

Carlo I CaraccioloA parte la fugace e poco documentata presenza del 3° duca Petracone IV (1524-1576), fu il nipote Carlo, il primo Caracciolo a venire espressamente in città nel 1589, trattenendovisi per qualche tempo con la moglie e con i figli. Questi alla morte del padre si era trasferito dall'avita residenza di Buccino a Taranto per poter espletare i diversi incarichi militari di cui era investito e per seguire da vicino le pratiche relative alla complessa gestione dei suoi feudi pugliesi e lucani; aveva ottenuto nel 1570 dal padre Ferdinando (1573-1583), infatti, il Marchesato di Castellaneta, pervenuto alla famiglia come bene dotale nel 1544 e venduto da Carlo, compreso il titolo nobiliare, nel 1580.

Saranno i successori di questo signore a eleggere Martina come centro della loro espansione in terra di Puglia.

Francesco I Caracciolo, 7° duca di Martina acquistò, infatti, le baronie di Locorotondo nel 1643 e di Mottola nel 1653; il nipote di questi, Francesco II venne investito, infine, nel 1713 della baronia di Palagiano, confinante con il feudo di Mottola. Gran parte del territorio di Mottola e vaste aree limitrofe dei comuni di Martina e di Palagiano divennero, così, il più prestigioso ed esteso possesso fondiario dei Caracciolo, che lo trasmisero, come bene burgesantico, ai loro eredi de Sangro, proprietari di un vasto latifondo, incentrato sul centro demico di San Basilio, via via eroso e definitivamente alienato a metà degli anni Novanta del secolo scorso.

Petracone VSimbolo della potenza e del radicamento sempre più profondo dei Caracciolo nel loro vasto feudo pugliese fu il grandioso Palazzo Ducale di Martina, voluto dall'8° duca della città, Petracone V (1655-1704).


Petracone VIII
La linea dinastica maschile dei Caracciolo di Martina si estinse con la prematura scomparsa del ventiduenne Petracone VIII (1804-1827), sicché il titolo nobiliare, divenuto un semplice predicato nominale in seguito alla all'abolizione della feudalità, fu ereditato dalla sorella del duchino, Argentina (1805-1849). Questa nel 1824 sposò il duca Riccardo III de Sangro (1803-1861) e alla sua morte il titolo di duca di Martina Riccardo de SangroArgentina Caracciolovenne trasmesso, in successione, ai suoi due figli maschi, Placido (1829-1891) e Nicola (1827-1901), quindi, ai discendenti di quest'ultimo.

Riccardo de' SangroPer espressa volontà di Riccardo de Sangro (1889-1978), nipote ex filio Giuseppe (1861-1897) del citato Nicola ed ultimo maschio di questo ramo della famiglia de Sangro, il titolo di duca di Martina non è stato attribuito ad alcuno dei suoi eredi. Proprio l'ultima duca donò, con atto testamentario nel 1978, la parte più consistente e storicamente rilevante del grande archivio Caracciolo - de' Sangro al comune di Martina Franca.