Molti danni erano stati prodotti nel complesso alla documentazione a causa dell’incuria e dell’abbandono degli anni precedenti e molti vuoti erano ormai incolmabili, e a tutto ciò non potè porre rimedio la paziente opera di schedatura e d’inventariazione, intrapresa dal Petter, che, pure, ricercò fonti alternative presso altre istituzioni o recuperò parte del materiale archivistico perduto.
Nei tumulti del 1799, per esempio, molte carte della famiglia Caracciolo vennero sottratte ma poi furono acquistate da Michele Lucente, razionale del duca, dagli avvocati napoletani Martucci e De Vecchis per essere consegnate all’archivario Petter, che provvide alle operazioni di schedatura e d’inventariazione in appositi repertori (n. 31 e n. 32), oggi perduti.
| "Repertorio Generale in succinto" compilato dall'archiviario Giuseppe Petter | ||
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L’incarico di riordinare l’archivio era stato conferito dal duca Francesco III nel 1790 al Petter, che per venticinque anni attese al lavoro con grande pazienza e con notevole perizia.
Egli dovette riordinare la documentazione conservata nei palazzi di Napoli e di Martina e, inoltre, fu espressamente incaricato di rimpiazzare i documenti di famiglia andati perduti.
L’impianto dato dal Petter al suo lavoro di riordino condizionerà positivamente tutte le operazioni archivistiche ottocentesche e, anche, quelle più contemporanee; egli, infatti, con correttezza metodologica e con meticolosità descrisse ogni singolo pezzo archivistico e di ciò si ritrova traccia su ogni documento da lui regestato.